Valter Boj

L’opera dell’artista Valter Boj acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Valter Boj installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

L’oro del cielo
2009
Ossido di cobalto bicomposto
cm 37 × 33.5
Opera acquisita nel 2011

Critica

Valter Boj, anche nelle opere in ceramica, rivela un acuto senso di percezione e di penetrazione, non si ferma a osservare le cose, gli oggetti, gli avvenimenti nel loro aspetto esteriore o immediato, ma cerca di andare oltre, come per scoprire il segreto vitale della materia, entrare nell’intimo prima di trasfigurarla nella versione artistica.

Il suo motivo di ispirazione l’ha tratto dal luogo in cui vive, Albissola, dove mare e cielo si confondono facilmente, si scambiano i colori e dove nuvole e onde cercano di alterare i contorni, distruggere le forme, arricchire di bianchi e di grigi la visione. Il blu, che da anni impiega, è la sintesi di tutto questo indipendentemente dalle forme su cui lo deposita, sulle quali, come avviene in natura con i colori, gli smalti interagiscono e si confondono con esiti raffinati.

Biografia

(Seulo, 1959) inizia a lavorare giovanissimo nei laboratori artigianali di ceramica ad Albisola dove acquisisce conoscenze tecniche e abilità nel manipolare l’argilla da artigiani come Mario Anselmo e Lino Grosso oppure nelle manifatture Mazzotti e San Giorgio dove ha come maestri Giovanni Poggi ed Eliseo Salino che gli trasmettono i segreti della decorazione. Contemporaneamente frequenta e collabora con artisti come Agenore Fabbri, Wifredo Lam, Edoardo Arroyo, Adriano Bocca, Asgar Elde, Mario Rossello e altri.

All’inizio degli anni Ottanta, alla ricerca di nuove esperienze e per affinare le sue qualità, si trasferisce per un certo periodo in Francia a Vallauris e successivamente viaggia in Europa per vedere mostre e visitare musei. Nel 1989 ritorna ad Albissola e per poter creare liberamente i propri manufatti artistici, apre uno studio laboratorio nel quale sono ospitati ed eseguono opere uniche artisti di valenza nazionale. Le opere che l’artista esegue in questi anni sono legate ad un informale materico che lentamente si ricopre di blu colore che diviene il suo timbro, la sua caratteristica peculiare tanto da definirlo “blu Boj”.

La sua attività e il suo laboratorio sono i protagonisti di una tesi di Laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera intitolata Arte e ceramica nell’esperienza di Albisola di Valter Boj e il suo laboratorio, discussa da Cristina Bonfanti con Claudio Cerritelli come relatore. Con alcuni artisti che abitualmente frequentano il suo laboratorio come Tommaso Cascella, Bruno Ceccobelli, Giacinto Cerone, Enzo Esposito, Paolo Iacchetti, Nino Longobardi e Gian Piero Reverberi, partecipa ed espone nel 1995 a Genova nella mostra polemicamente intitolata Il ritorno di Albisola; la mostra viene poi riproposta alla Fortezza del Priamar a Savona, a Viterbo presso la galleria Miralli e a Bologna ad Arte Fiera. Nel 1997 è invitato da Luciano Caramel a partecipare a Roma alla mostra La ceramica degli artisti (1907-1997 ) allestita nella galleria diretta da Netta Vespignani. Le sue opere dal 2000 sono esposte permanentemente alla galleria San Carlo di Milano. Nel 2004 la città di Albisola gli commissiona un monumento per la passeggiata degli artisti che Boj realizza e intitola L’eco del mare. Vive e lavora ad Albisola.

valterboj.it

Altre opere