Silvia Celeste Calcagno

L’opera dell’artista Silvia Celeste Calcagno acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Silvia Celeste Calcagno installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

Celeste
2013
Fireprinting by Silvia Celeste Calcagno®
cm 40 × 50
Opera acquisita nel 2015

Critica

Gli elementi costitutivi delle opere di Silvia Celeste Calcagno, ambigui, allusivi, ma di grande potenza evocativa, sono degli appunti figurali che hanno lo scopo di trattenere o di raccontare le esperienze che l’artista recepisce e vive. La sua poetica nasce e si sviluppa dall’esercizio di una continua attività mnemonica rivolta al proprio vissuto.

La sfera della sua ricerca si sposta in avanti rispetto ai segni e alle scritture, utilizzando per questo racconto le proprie immagini fotografiche sfocate e incerte, proprio per l’inarrestabile e corrosivo trascorrere del tempo. In questa maniera il racconto conserva il fascino del mistero perché le foto, spesso, rappresentano dei particolari, delle porzioni di figura facilmente codificabili oppure, a volte, si rivelano con una certa fatica.

Biografia

(Genova, 1974) frequenta l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Terminati gli studi si stabilisce ad Albissola dove attualmente vive. Sperimentatrice nata, da sempre ricerca nel materiale ceramico nuove possibilità tecnico-espressive per dare corpo
al desiderio di individuare modi nuovi per intervenire sul mezzo con tecniche non tradizionali. E proprio i primi risultati di una nuova espressione figurale vengono presentati in una mostra personale allestita ad Albissola Marina in quello che era stato
lo studio di Lucio Fontana a Pozzo Garitta.

Nel 2011 partecipa alla LIV Biennale Internazionale di Venezia con opere collocate nel Palazzo della Meridiana di Genova. Nello stesso anno è invitata da Enzo Biffi Gentile ad esporre i propri lavori a Torino nel Museo delle Arti Applicate Oggi nella sezione La linea gotica. Nel contempo allestisce mostre personali a Imola, Milano e Pietrasanta. Non trascura neppure gli inviti a mostre collettive come quella curata da Bruno Caruso intitolata La scultura ceramica contemporanea allestita nelle sale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Prosegue intanto con caparbietà la sua ricerca e individua una forma espressiva in cui trasferisce immagini fotografiche su un supporto ceramico grezzo e disuniforme sul quale le immagini si stemperano e divengono evanescenti. Ottiene così un tipo di figurazione con la quale raccontare e documentare, come in un diario quotidiano, il trascorrere del tempo, la propria storia, il proprio vissuto, attraverso l’evanescenza delle immagini.

Ma la grande soddisfazione, quello che tutti gli artisti che impiegano la ceramica sognano, la raggiunge nel 2015 quando vince il primo premio alla LIX edizione del Premio Faenza, prima donna italiana ad ottenerlo.

silviacalcagno.it

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