Sergio Dangelo

L’opera dell’artista Sergio Dangelo acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Sergio Dangelo installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

senza titolo
1990
Ceramica smaltata a rilievo
ø cm 30
Opera acquisita nel 2013

Critica

Sergio Dangelo impiega nei suoi lavori ceramici dei segni calligrafici stesi in modo rapido, immediato, seguendo dei percorsi guizzanti e imprevedibili realizzati a pennello o a bassorilievo. Segni che si aggregano e si diradano, che delimitano forme triangolari, rettangolari, ovoidali riempite di colori e dalle quali si dipartono tracciati interni o esterni che li trasformano in tanti piccoli mandala, una zona magica in cui hanno luogo le apparizioni di un misterioso messaggio.

Segni e disegni dai colori intensi e vivaci che fluttuano su superfici scandite da colorazioni differenti che evocano spazi e materiali generati da una continua attività mnemonica rivolta al passato, alle radici culturali del mondo e alla comunicazione degli stati interiori ed emozionali dell’esperienza personale.

Biografia

(Milano, 1932) ha studiato a Parigi, Bruxelles e Ginevra. Giovanissimo viaggia in Europa e nel 1948 a Zandvliet fa atto di “surrealismo assoluto”. Gli sono fari guida il padre Alberto, la cui biblioteca è ricca in letteratura “europea”, André Breton, Charles Estienne, Theodore Koenig, Thelonious Monk e i protagonisti del dopoguerra, i Cobra, i Vorticisti, gli Informali. Partecipa dal 1950, all’avventura del terzo convoglio surrealista. Da Ennio Tomiolo, suo maestro, apprende che la pittura non è «carriera né missione»; da Gianni Dova, Roberto Crippa e Cesare Peverelli il «muovere veloce della mano», da Max Ernst che «si può dipingere sognando». È ideatore e animatore di Arte Nucleare, movimento determinante per lo sviluppo dell’arte europea contemporanea. La sua prima esposizione con i celebri quadri nucleari è del 1951 nella prima galleria San Fedele di Milano.

Da allora sono numerose le mostre in gallerie d’avanguardia (650 personali, 1.600 collettive) e gli inviti di musei. È stato invitato alla Biennale di San Paolo, Biennale di Parigi, Quadriennale di Roma, Triennale di Milano, Biennale di Venezia (6 edizioni con sala personale nel 1966). Nel 1954, per intesa con Asger Jorn e Tullio d’Albissola, organizza L’Incontro Internazionale della Ceramica presso la fabbrica Mga. Mazzotti. Arturo Schwarz presenta (1986, Biennale di Venezia, Arte e Alchimia) il suo dipinto La Chaîne des Rouge Pommiers e la scultura in legno e sospiro L’Arbre d’Amour. Nel 1991 con Carla Bordoni, Paola Grappiolo e Daniela Di Marco fonda il Centro di esposizioni, confronti, incontri BLUDIPRUSSIA in Albissola Marina.

Nel 1993 dà vita al gruppo Nuovo Proun (Noyovo Proekt Utverzedenija Novogo) a Milano e Ginevra. Parallelamente all’attività di pittore e scrittore, realizza ceramiche a gran fuoco, oggetti, dipinti su lamiera smaltata, litografie, acqueforti, illustrazioni per testi poetici, organizza esposizioni divulgative dell’idea surrealista, pratica il kendo (III Dan Fis-Znkr) in una forma di sperimentalismo costante e in omaggio all’antistile che caratterizza la sua attività. Intensa è la sua attività editoriale e la sua collaborazione con rivista d’arte. Ha illustrato Madame Bovary con 11 segnali sintetici (Edizioni Iles Celebes, Ginevra, 2007). 157 sue opere sono esposte in 43 musei dei 5 continenti.

Wikipedia

Altre opere