Rocco Borella

L’opera dell’artista Rocco Borella acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Rocco Borella installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

senza titolo
1960 c.
Terracotta smaltata
ø cm 28
Opera acquisita nel 2010

Critica

La sintassi che Rocco Borella impiega nel realizzare le sue opere va dall’astrazione al neo concretismo ed è realizzata con un cromatismo deciso, rigoroso nella stesura di campiture nette, vivo e caldo al tempo stesso, poggiata su un affascinante ordine logico che contraddistingue la sua ansia creativa.

Le bande cromatiche parallele vanno catalogate come interpretazioni sintetiche e suggestive di accordi musicali forse per la particolare natura degli accostamenti tonali o forse per la metodicità delle linee libere che prolungano la loro risonanza sempre un po’ più in là dei loro confini. Ogni opera sembra il frutto di un mirabile incontro in cui appaiono contaminazioni tra la sua formazione pittorica con suggestioni occidentali e le ascendenze zen: da un lato sono palesi il rigore e la freddezza delle bande di colore, dall’altro è presente l’inquieta e insita tensione di un’immagine derivata da motivi legati al vasto spazio della fantasia e delle emozioni.

Biografia

(Genova, 1920–1994) frequenta irregolarmente l’Accademia Ligustica di Genova interrompendo gli studi quando viene arruolato nel Corpo dei bersaglieri. Congedato nel 1941 riprende gli studi accademici che termina nel 1946 anno in cui si presenta al pubblico, per la prima volta, con una mostra personale allestita alla galleria Isola di Genova. Nel 1950 è incaricato come insegnante presso l’Accademia.

Nell’ambito di una ricerca astratto-concreta partecipa nel 1956 alla Biennale di Venezia. È incaricato nel 1958 per l’insegnamento di disegno al Liceo Artistico Barabino di Genova; incarico che conserverà sino al 1973. L’attività didattica «non rappresenta per lui un aspetto secondario e marginale dell’attività artistica, ma un momento fondamentale del fare arte che consente al maestro, prima ancora che agli alunni, di mettere a punto un sistema di lettura e di traduzione della realtà».

Negli anni Sessanta allestisce importanti mostre personali a Parigi, Francoforte, Milano, Roma, Firenze. Nel 1966 espone i cromeni come risultato alto di una ricerca che conduce per oltre vent’anni. Per il carattere difficile e poco incline a farsi aiutare dalla critica “che conta”, continua una sua isolata ricerca in direzione optical-cinetica che si concretizza negli anni Settanta con i guard-rail dapprima tinti con vernici industriali e poi realizzati con pannelli in formica colorata. Nel 1973 partecipa alla X Quadriennale di Roma e sul finire del decennio il Comune di Genova organizza nel Teatro del Falcone la personale Omaggio a Rocco Borella. Partecipa anche all’importante collettiva itinerante Alta stagione: rassegna di tendenze allestita a Imperia, Genova, Savona e Sarzana nel 1987.

archivioroccoborella.org
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Altre opere