Pablo Echaurren

L’opera dell’artista Pablo Echaurren acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Pablo Echaurren installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

Human frights
2004
Maiolica a ingobbi policromi
ø cm 46
Opera acquisita nel 2010

Critica

Sagome nette e precise, profili stilizzati di figure tratte dalla memoria, sintetiche come quelle dei fumetti letti in gioventù, sono rivisitate da Pablo Echaurren che si avvale di contorni quasi “scolastici” nel tracciare le linee che delimitano e costruiscono gli oggetti e le figure.

Disegni e figure realizzate con sagome seriali, precise, riempite con colori violentemente incisivi, d’un cromatismo squillante e velenoso.
Composizioni in cui non è da escludere un atteggiamento sorpreso e un riferimento surrealista per il senso dello spazio in cui le forme cadono e per le strane relazioni che suscitano gli abbinamenti, le sovrapposizioni e gli incontri casuali delle sagome, quasi fossero spinte innanzi come relitti galleggianti prelevati dalla memoria.

Figure che non sono dotate di un movimento apparente eppure sono tanto vive e vivaci da animare un sottile gioco di fantasia che il colore puro e le tinte forti, squillanti come in un manifesto, rendono più esplicito.

Biografia

(Roma, 1951) sebbene porti un nome non italiano, Pablo Echaurren è nato a Roma, dove attualmente lavora. Negli anni Settanta, col suo segno seppe interpretare i sogni dei figli del boom tra cultura beat, pop, underground, voglia di libertà e impegno politico. Oggi, dopo trent’anni, continua a trarre alimento da umori e tensioni che attraversano questo nostro mondo, villaggio-metropoli globale. Cresciuto nel mito di dada e del surrealismo, è stato scoperto intorno al 1970 dal critico-gallerista Arturo Schwarz, che poi ha fatto conoscere la sua pittura in Italia e all’estero.

Sullo sfondo dell’ultima pop art, dell’arte povera, del minimalismo e del concettuale, nei primi anni Settanta egli ha messo a punto una propria cifra stilistica, in grado di dialogare anche al di là del mondo dell’arte. Il suo percorso pittorico va dai primi acquerelli e smalti minimalisti alle tele degli anni Ottanta e Novanta, in cui s’incrociano richiami all’immaginario fumettistico e al graffitismo, riferimenti alle avanguardie storiche e il ricordo della pop art. Fino alla produzione più recente, che mescola interferenze dei cartoon e figure radicate nella cultura popolare, tra il gotico e il precolombiano.

Dall’inizio degli anni Novanta egli si impegna anche nel campo della ceramica, innestando in una visione moderna antiche suggestioni, quali l’iconografia sudamericana e la grottesca faentina. Pablo Echaurren ha pubblicato diversi pamphlet (tra cui Il suicidio dell’arte, 2001), romanzi sul mondo dell’arte contemporanea (come Delitto d’autore, 2003 o L’invasione degli astratti, 2004) e ha svolto un intenso lavoro “applicato” su copertine di libri, illustrazioni per giornali, fumetti, pubblicità, manifesti, copertine di dischi e cd, orologi, francobolli.

Nel 2004 il Comune di Roma ha promosso la mostra antologica Pablo Echaurren. Dagli anni Settanta a oggi, allestita nelle sale del Chiostro del Bramante, a cura di Fabio Benzi, Gianluca Marziani, Federica Pirani. Nel 2006 all’Auditorium di Roma si è tenuta, a cura di Achille Bonito Oliva, la mostra Pablo Echaurren, al ritmo dei Ramones. Nel 2008 Echaurren è ai Magazzini del Sale di Siena e nel 2009 di nuovo all’Auditorium con L’invenzione del basso un’esposizione che unisce quadri e strumenti musicali.

pabloechaurren.com
Wikipedia

Altre opere