Milena Milani

L’opera dell’artista Milena Milani acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Milena Milani installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

Toi
2006
Smalti e colori a gran fuoco
ø cm 41
Opera acquisita nel 2010

Critica

Milena Milani ha saputo realizzare un mondo dichiaratamente suo, ricco di fermenti e di significati e la qualità essenziale che distingue a prima vista la sua opera è l’interazione spontanea tra pittura e scrittura, tra arte e letteratura. La pittura è costituita da sfumature e da tonalità di azzurri che si compenetrano anche se dissimili tra loro come l’azzurro del cielo e l’azzurro grigio del mare. E poi il giallo del sole che si propaga e guadagna spazio all’esterno confermando la coerenza dell’artista che nel 1957 ha aderito, firmandone il manifesto programmatico, allo Spazialismo di Lucio Fontana.

La composizione è arricchita da segni dipinti o incisi che si propagano in uno spazio fluido e indeterminato, sgranano nella levità del tracciato a spirale, a onda, a voluta, occulte metamorfosi di una magica temperie di tracce cromatiche propositrici
di una sottesa liricità. Oppure usa parole e messaggi che provengono dalla fantasia, si fanno scrittura e si propagano nel cosmo, emanando una inesauribile energia per effetto del loro significato. La ceramica diviene il supporto privilegiato di un diario privato, di una poetica scrittura personale, di un’analisi del linguaggio, della materia e del colore.

Biografia

(Savona, 1917–2013) ha studiato a Roma, pur soggiornando anche a Venezia, Milano, Parigi, Cortina d’Ampezzo e, soprattutto, Albissola. Rivelatasi nel dopoguerra, ha pubblicato poesie, racconti, saggi, romanzi tradotti in numerosi paesi il più noto dei quali è La ragazza di nome Giulio che fu al centro di un clamoroso processo. Da questo libro fu tratto un film che rappresentò ufficialmente l’Italia al XX Festival cinematografico di Berlino nel 1970. Ha fatto parte dello spazialismo di Lucio Fontana sin dall’inizio di questo movimento, firmandone tutti i Manifesti. Dal 1946 al 1963 ha collaborato con Carlo Cardazzo alla galleria del Naviglio a Milano.

Ha tenuto più di cinquanta mostre personali in varie città con i suoi quadri-scritti e le sue ceramiche-scritte in cui attraverso le parole evoca delle situazioni, delle emozioni, dei sentimenti. Tra i Premi Artistici è stata insignita dell’Ordine Internazionale Braidense nel 1970, del Premio alla XIV Mostra Vita e Paesaggio di Capo d’Orlando (Me) nel 1973, del Premio di Grafica alla V Biennale di Castelnuovo Magra (Sp) nel 1974. Nel marzo 2003 ha vinto il Premio Nuovo Tao, alla sua prima edizione, per il suo «ininterrotto impegno culturale nei confronti delle arti figurative» che le è stato consegnato nel Chiostro di Voltorre – Museo d’Arte Moderna (Va), alla presenza dei rappresentanti della Regione Lombardia, Regione Valle d’Aosta, della Provincia di Varese. Da aprile 2002, con il suo Spazio Cultura, Cortina d’Ampezzo (Bl), collabora alle manifestazioni e alle mostre dell’Atelier d’Arte Michela Savaia Albissola e l’Europa. In luglio 2003, a Savona, a Palazzo Gavotti, si è inaugurata la Fondazione Museo di Arte Contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo, con le opere della collezione della scrittrice-pittrice-ceramista, donate alla sua città natale.

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Altre opere