Mario Raciti

L’opera dell’artista Mario Raciti acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Mario Raciti installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

Mistero
2011
Ceramica a ingobbio, graffita
cm 44 × 35
Opera acquisita nel 2015

Critica

Mario Raciti ha vissuto e vive una completa risonanza con lo spazio etereo in cui colloca con colori e segni, luci e sentimenti, curiosità e presenze. Un contatto tanto più intenso e totale perché avviene nel suo intimo e per questo capace di generare in lui le forme e i tracciati che liberamente si propagano e si cristallizzano nello spazio del dipinto o delle opere ceramiche. Si tratta di percorsi che stabiliscono relazioni incerte, disagi e inquietudini, presenze e assenze, emozioni e trasalimenti continuamente contemplati e studiati e successivamente depositati nello spazio.

Elementi compositivi che diventano i testimoni delle sue scoperte liriche e delle sue vicende, inseriti in un luogo in cui la luce e lo spazio li assorbono e li riducono a fantasmi della memoria.

Biografia

(Milano, 1934) si laurea in Giurisprudenza, ma presto abbandona l’attività professionale per dedicarsi completamente alla pittura a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Per la verità aveva già iniziato a dipingere alla fine degli anni Quaranta come autodidatta e nel 1950 allestisce la prima esposizione personale. Ottiene il secondo premio agli Incontri della gioventù e negli anni successivi continua a svolgere una regolare attività espositiva attraverso personali e collettive in Italia e all’estero. La sua ricerca pittorica è fondata nel tentativo di rappresentare l’invisibile, nel cercare di mettere a fuoco e rivelare ciò che va “oltre”.

Partecipa alla Biennale di Venezia del 1986 e alle Quadriennali di Roma quel 1973 e nel 1986. Sul finire degli anni Ottanta allestisce una grande esposizione personale al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano. Prosegue la sua ricerca pittorica avvalendosi di campi pittorici quasi bianchi in cui sottili segni, tracce di percorsi mentali si snodano liberamente nello spazio leggero di ampie profondità atmosferiche. Segni sottili o segni che improvvisamente si addensano o raggrumano in macchie la cui forma a volte appare propensa a rivelazioni figurali dettate più dalla fantasia e dall’immaginazione dell’osservatore che non dall’autore. In tutti questi anni d’attività partecipa anche a importanti mostre collettive allestite all’estero come Disegno italiano del dopoguerra a Francoforte nel 1987 e alla rassegna Arte astratta in Italia al Museo di Stoccolma nel 1991.

marioraciti.it

Altre opere