Luiso Sturla

L’opera dell’artista Luiso Sturla acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Luiso Sturlai installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

Libellule e nido
2009
Terracotta smaltata
ø cm 40
Opera acquisita nel 2011

Critica

Il lavoro ceramico di Luiso Sturla si avvale di immagini di natura dense di risonanze e di echi, in cui ogni particella cromatica, ogni riverbero di luce, ogni segnale o memoria di segno, sono interrogazioni o pause che rimandano a cadenze poetiche. Il suo lavoro esercita una attrazione immediata e, come una forza magnetica emanata da un punto qualsiasi, è un invito a percorrere un viaggio verso luoghi apparentemente abituali, ma nel contempo insospettatamente sconosciuti perché rispecchiano il vero, ma attraverso un sottile e ambiguo velo di luci e di ombre, di magia e di mistero.

Impronte di memorie che non si annullano, ma si sovrappongono, che provengono da un mondo provvisorio, di sensazioni e di umori, un mondo che si dissolve e sparisce al primo cenno di risveglio.

Biografia

(Chiavari, 1930) a Chiavari frequenta i pittori Bartolomeo Sanguineti e Vittorio Ugolini. Con essi forma il Gruppo del Golfo. Aderisce al Mac (Movimento Arte Concreta) di Milano di cui diventa segretario per la Liguria fino al 1957. Dal 1958 si dedica all’arte informale. Nel 1958 viaggia per la Spagna, e nel 1959 tiene una personale alla Galleria Numero di Firenze. Entra a far parte del Gruppo Numero, con cui espone in Italia e all’estero. Nel 1960 soggiorna a New York dove vede nascere la Pop Art; ha uno studio in Avenue C. e frequenta il Cedar Bar, nel Greenwich Village dove conosce Michael Goldberg e Gregory Corso. Ossessionato dai continui incendi del quartiere dell’East Side dipinge una sessantina di carte dal titolo Dopo gli incendi – Carte americane.

Nel 1962 torna a Milano e il Centro Culturale Olivetti di Ivrea gli dedica un’importante mostra personale presentata da Marco Valsecchi. Nel 1972 l’Olivetti Argentina gli allestisce una vasta personale presso la Fondazione Wildstein di Buenos Aires. Si susseguono da questo momento importanti mostre personali presso spazi pubblici e privati. Nel 1987 partecipa alla XXX Biennale Nazionale d’Arte a Milano dove nel 1994 è nuovamente invitato a partecipare alla XXXII edizione.

Tra gli altri importanti eventi, nel 2000 tiene una mostra antologica a Palazzo Rocca di Chiavari ed è nominato artista ligure dell’anno. Dal 2002 realizza presso la manifattura Ceramiche San Giorgio di Abisola Marina delle opere in maiolica che la manifattura propone in mostre nazionali e internazionali. Vive e lavora a Milano e Chiavari.

luisosturla.com

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