Giorgio Moiso

L’opera dell’artista Giorgio Moiso acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Giorgio Moiso installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

senza titolo
2011
Terracotta policroma
cm 54 × 71
Opera acquisita nel 2011

Critica

Il lavoro di Giorgio Moiso procede con regolarità senza allontanarsi troppo dalla sua posizione intellettuale e dalla propria fonte ispirativa, cioè da una ricerca continua sul colore e sul gesto. I suoi colori scorrono silenziosi e segreti, si coagulano e si mescolano in alte paste solcate da segni profondi, graffiature in superficie, impronte comunque incise nella materia e che, a volte, raccontano il transito di apparenze terrestri o visioni figurali in cui le presenze appena descritte trapassano a forme eteree, assumono la consistenza si sostanze invisibili.

Gli spazi cromatici, la materia magmatica, i tagli e le impaginazioni tonali ardite o misurate, sono utilizzati in modo sapiente e calcolato per conferire alle composizioni un naturale dinamismo che spesso si propaga invadendo idealmente lo spazio circostante.

Biografia

(Cairo Montenotte, 1942) muove i primi passi nel mondo dell’arte grazie al pittore Carlo Leone Gallo (1875-1960) dal quale apprende le tecniche della pittura. Parallelamente, sotto la guida di Gino Bocchino, jazzman savonese, inizia lo studio della musica come batterista. Nel 1968 si diploma presso il Liceo Artistico Martini di Savona. E proprio negli anni Sessanta ha modo di conoscere e far proprio lo straordinario clima di avanguardia degli artisti internazionali che frequentano Albissola Marina (Wifred Lam, Asger Jorn, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Piero Manzoni, Sergio Dangelo, Agenore Fabbri, Mario Rossello). Nel 1972 viene invitato da Mario De Micheli alla mostra Il tema dell’uomo nel Museo della Ceramica di Albissola Marina. Sempre nello stesso anno ad Albissola apre lo studio situato nella celebre piazzetta di Pozzo Garitta accanto all’atelier che fu di Lucio Fontana.

Nel 1975 è invitato alla X Quadriennale di Roma, dove presenta due opere di grandi dimensioni dedicate al tema che gli è più caro in quegli anni: l’albero. Nel 1976 prende studio a Milano dove lavora per alcuni anni. Nel 1988 incontra a Venezia Mimmo Rotella, Pierre Restany e Arnaldo Pomodoro. Nel 1998 la passione per il jazz lo porta ad una svolta decisiva nel suo lavoro: far dialogare la musica con il gesto, il segno, il colore.

Il richiamo alle geniali sperimentazioni degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta – il gruppo giapponese Gutai, Mathieu, Fluxus – con l’aggiunta della matrice jazz danno vita a una miscela del tutto personale: la Live Performance Painting. Negli ultimi anni Moiso tende a privilegiare l’aspetto spettacolare della sua opera dando vita a delle live performance di successo, tra le quali ricordiamo quelle al Castello di Rivara, allo Spazio Mazzotta a Milano e alla Pinacoteca di Savona. La sua pratica operativa nasce da un originale mix fra musica e pittura e si ispira a una stagione creativa ormai quasi mitica, ma si precisa e cresce in termini di notevole attualità.

giorgiomoiso.com

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