Giorgio Laveri

L’opera dell’artista Giorgio Laveri acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Giorgio Laveri installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

Una ciliegia tira l’altra
2015
Ceramica smaltata a gran fuoco
cm 55 × 37 × 19
Opera acquisita nel 2015

Critica

Giorgio Laveri utilizza come mezzo espressivo la ceramica, ma non è un ceramista nel senso decorativo del termine. Della ceramica sfrutta tutte le potenziali possibilità plastiche e cromatiche per realizzare ingrandimenti e quindi straniamenti di oggetti provenienti dal quotidiano.

Richiami a cui si rifà con sempre maggior insistenza in questi ultimi anni con una inesauribile varietà di invenzioni e con un sorprendente possesso della tecnica di manipolazione della materia. Realizza infatti ingrandimenti monumentali di fischietti, rossetti, rullini fotografici, penne stilografiche, coltellini svizzeri, caffettiere e recentemente le ciliegie, transitando così dagli oggetti quotidiani a dilatati prodotti totemici come gigantesche icone di questa società industrializzata e consumista.

Biografia

(Savona) si diploma in regia, ma nel contempo dipinge una serie di murales a partire dal 1973 anno in cui allestisce anche la prima esposizione personale a Genova. Per alcuni anni si dedica al teatro e alla produzione cinematografica con la realizzazione di 19 cortometraggi a soggetto. Nel 1985 realizza una linea di ceramiche a soggetto cinematografico e nel 1993 aderisce al gruppo francese Art Mobil col quale progetta una serie di eventi in Italia e in Francia. È anche uno dei fondatori del Movimento Artistico Mediterraneo con cui partecipa a una serie di manifestazioni legate alla “mediterraneità”.

Nel 1996 in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Genova realizza il progetto Il giardino del Mago con il quale produce un notevole numero di lavori nuovamente collegati alla sperimentazione cinematografica. Sempre negli anni Novanta ritorna alla ceramica plasmando opere tridimensionali in cui semplici oggetti del quotidiano – caffettiere, penne stilografiche, rossetti, apribottiglie, fischietti, rullini fotografici – vengono ingranditi, a volte, a dismisura. Con questi nuovi e coinvolgenti lavori partecipa a diverse mostre tra le quali ricordiamo nel 2000 Albissola-Nizza allestita nei musei d’Arte Contemporanea di Albissola e Nizza, una personale a Hong Kong e nel 2003 Albissola futurista alla Civica Galleria di Gallarate e successivamente al Priamar di Savona. Nel 2005 organizza un convegno internazionale sulla ceramica legata ai luoghi mediterranei e organizza una grande collettiva con gli artisti che partecipano al movimento nelle sale del Palais de le Mediterranèe di Nizza.

Sempre con opere in ceramica realizza una serie di esposizioni in Italia e all’estero tra cui la grande antologica allestita nel 2012 nel Museo della Ceramica di Mondovì. Spesso le mostre personali sono animate da performance e tra queste l’ultima in ordine di tempo è stata allestita, avvalendosi di gigantesche amarene, a Verona nella piazza prospicente l’arena dal titolo intrigante di Am’Arena.

giorgiolaveri.com

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