Eugenio Lanfranco

L’opera dell’artista Eugenio Lanfranco acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Eugenio Lanfranco installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

Italian Zen Garden
2011
Monocottura a ingobbio e cristallina
ø cm 45
Opera acquisita nel 2011

Critica

La caratteristica di Eugenio Lanfranco, che deriva forse anche dalla professione che esercita, è quella di saper trasporre nelle sue opere ogni suggerimento visivo che scaturisce dal contatto con nuove e impensate visioni.

Si tratta di segni, curve, oscillazioni che racchiudono un’intima e libera felicità che non discende dalla pura contemplazione, ma dal piacere del riutilizzo di un segnale che diviene un vivo e fecondo stimolo inventivo. Una felicità intellettuale i cui sintomi precisi sono il rigore dell’impaginazione all’interno di un’unica struttura dominata dall’artista e la libertà di impiegare un segno dai contorni liberi e sfrangiati, realizzato con timbri freddi e un poco metallici.

Biografia

(Savona, 1953) si interessa allo studio delle relazioni tra alchimia, strutture archetipe e ceramica. Elabora le forme tipiche del barocchetto ligure in chiave personale, ai limiti tra iconico ed aniconico, dando una sua interpretazione agli antichi miti e cosmogonie dell’occidente e dell’estremo oriente. In questi ultimi anni trova nel vetro, oltre che nella ceramica, il materiale ottimale per le sue creazioni ispirate ai giardini di pietre giapponesi, dimostrando una particolare conoscenza della dottrina zen che riesce a coniugare con il pensiero occidentale.

Nel 2000 è invitato al Museo della Ceramica di Fiorano Modenese dove presenta un pannello composto da 33 piastrelle con tazze in ceramica con una fusione in vetro all’interno dal titolo Albisola-Fiorano. Sogni. Le piastrelle tipiche del distretto modenese, le tazze tipiche della produzione industriale albisolese, ma dentro un piccolo sogno un desiderio del nostro inconscio. Il suo lavoro è documentato nel volume Dizionario degli Artisti Liguri di Germano Beringheli.

Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati. Tra le personali sono da ricordare nel 1997 a Savona, Brandale-laboratorio, Soli; a Miogliola nella Chiesa di san Lorenzo Tra cielo e terra (1997) e Stelle cadenti, stelle cadute (1998); nel 1999 ad Albissola Comunicarte Alchimie ceramiche e a Miogliola, Chiesa di san Lorenzo, Via solis. Nell’anno 2000 ad Albissola al Circolo degli Artisti, Arcana verba, a Celle Ligure nella Sala consiliare con Mutus liber, nel 2001 a Roccavignale, Castello di Roccavignale, La torre del mago, ad Albissola, Bagni Nettuno, Viaggio ad oriente, ad Albissola, Galleria Osemont con Riflessioni e a Firenze, Galleria il Candelaio, Verba manent, nel 2002 a Carcare, Lions club Valbormida, Un servizio per il service e a Savona al Centro studi orientali Haritei e nel 2003 a Fiorano M. nel Castello di Spezzano ospite nel Museo della Ceramica con Zendo, ad Albissola, Museo d’Arte Contemporanea, sempre con Zendo; nel 2004 in Albissola al Circolo degli Artisti I shin den shin, nel 2005 a Fiorano Modenese, Castello di Spezzano, Museo della Ceramica, Albisola-Fiorano. Sogni e ad Albissola, Circolo degli Artisti, con Albisola-Fiorano. Sogni, nel 2006 ad Albissola, galleria Blu di Prussia, Rebis e a Finale Ligure, Teatro Aicardi, La dimora del vuoto.Vive e lavora a Savona.

Altre opere