Aldo Mondino

L’opera dell’artista Aldo Mondino acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Aldo Mondino installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

Derviscio
2003
Ceramica dipinta
ø cm 30
Opera acquisita nel 2012

Critica

Nell’ambito dello studio della propria origine ebraica Aldo Mondino nelle opere che realizza ha risentito della suggestione del mondo orientale non solo per le tematiche storiche e culturali, ma anche dal punto di vista espressivo. Nei suoi dipinti e nelle sue sculture ha sempre mostrato interesse e attenzione ad usare materiali luccicanti avvalendosi di componenti non convenzionali come lustrini, vetri, fondi oro, zucchero, cioccolatini incartati, penne biro Bic, tutti elementi che conferiscono una nuova “matericità” tattile e cromatica.

Anche nei lavori in ceramica conserva questo gusto paradossale di avvalersi di materiali “diversi” o di impiegare più sovrapposizioni e, senza mai smettere di essere pittore, si trasforma in artigiano, architetto, ebanista e scultore che, combinando sapientemente queste diverse qualità, produce ceramiche “con rilievi” che sono, forse, la parte più originale e compiuta della sua produzione.

Biografia

(Torino, 1938 – 2005) negli anni Cinquanta frequenta l’avanguardia torinese e nel 1958, insofferente al clima culturale italiano, si trasferisce per un paio di anni a Parigi e qui allestisce la prima personale con lavori influenzati dal surrealismo. Tornato a Torino allestisce una personale alla Galleria Il Punto dove propone opere citazioniste con riferimenti Pop.

Nel 1964 espone alla galleria La Salita di Roma e comincia a utilizzare nella realizzazione delle sue opere, scritte, giochi di parole, e quadri a quadretti con ingrandite riproduzioni di pagine attinte ai manuali di disegno per bambini. Vive il clima poverista torinese e realizza dipinti con lo zucchero e il torrone o sculture modellate col cioccolato. Espone nel 1966 allo Studio Marconi di Milano e negli anni Settanta recupera una figurazione neo cubista e concettuale. Nel 1976 è invitato alla XXXVIII Biennale Internazionale di Venezia e in questo periodo, per soddisfare l’insaziabile desiderio di impiegare materiali nuovi, realizza opere con le lampadine e le biro Bic.

A partire dagli anni Ottanta propone regolarmente dei lavori in ceramica realizzati ad Albissola, con opere ludiche e umoristiche. Negli stessi anni, in coincidenza con lo studio della sua origine ebraica, compie un viaggio in Oriente ed i suoi lavori successivi risentono di questo clima storico e culturale. Tema che sviluppa durante il soggiorno a Faenza presso la Bottega Gatti manifattura dove realizza le prime ceramiche di una lunga serie. Infatti, negli anni successivi, concentra la sua attenzione su tematiche orientaleggianti che realizza in pittura, in ceramica, ma anche avvalendosi di zucchero, cioccolatini incartati e cioccolata. Dipinge la danza tribale dai darvisci, ritrae dei sultani e realizza dei tappeti stesi e sovrapposti impiegando l’eraclite, un materiale utilizzato nell’edilizia.

Negli anni Novanta allestisce una mostra personale alla Pinacoteca Civica di Como, alla galleria Marconi di Milano e alla galleria Sperone di Roma. Compone un quadro di 6 metri Danaublau composto da 2.000 cioccolatini che hanno un gusto differente a seconda della nazione a cui appartengono; nazioni attraversate dal Danubio nel suo lungo percorso prima di giungere al mare. Nel 2003 a Ravenna nella Loggetta Lombardesca viene presentata Aldologica un percorso artistico lungo 40 anni tra i suoi lavori.

aldomondino.it
Wikipedia

Altre opere