Rebecca Forster

L’opera dell’artista Rebecca Forster acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Rebecca Forster installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

Giorno e notte, Denice
2010
Sottosmalto su ceramica bianca
ø cm 50
Opera acquisita nel 2010

Critica

Rebecca Forster è riuscita a coinvolgere e piegare il materiale ceramico alle sue esigenze espressive, allo svolgimento regolare delle sue invenzioni cromatiche e figurali.

Le carte, le tele e le ceramiche sono analoghe nella tenace fedeltà alla singolare visione attraverso la quale l’artista narra un racconto. Segni quasi astratti corrispondono a incroci e incidenze di vie e di strade viste in planimetria a cui fanno da corollario disegni in punta di matita e segni graffiti, che segnano e delimitano i profili figurali dei suoi personaggi disegnati con polvere di grafite. La sensibilità lirica e fantastica espressa sia nelle forme sia nei colori, caratterizza in modo inconfondibile il linguaggio formale dell’artista. Visioni che si dinamicizzano di continuo incorporando l’energia che le ha promosse.

Un lavoro ricco di fermenti e riferimenti, intriso di buona linfa, articolato in momenti diversi, ma sempre indirizzato verso la decantazione lirica della composizione in cui si riconosce il vario alternarsi di forme e silenzi, di sfoghi, di periodi fitti e di brevi pause.

Biografia

(St. Alabans, Regno Unito, 1960) la ricerca artistica di Rebecca Forster, si lega a doppio nodo alla sua esperienza biografica ed al percorso “geografico” finora compiuti: da questa unione di arte-vita, derivano le scelte dei diversi materiali e le numerose tecniche sperimentate, unite a loro volta dal filo conduttore del disegno. Disegnatrice, cesellatrice, incisore, ceramista, scultrice, a volte alchimista, nel creare le sue opere le mani dell’artista hanno esplorato diverse tecniche, adoperando e inventando con le matite, la carta, la polvere di grafite, i pigmenti secchi, l’acido nitrico, la vernice per l’incisione, i sottosmalti, e poi martelli diversi, chiodi speciali (personalizzati), le forbici, per lavorare su medium diversi, dal marmo ai vecchi fusti metallici corrosi, per arrivare alla carta (strappata, tagliata, piegata), allo zinco e all’ottone incisi e alla ceramica.

La mappa, lo “scheletro” di una città, è la base sulla quale costruisce il suo mondo: viaggiatrice instancabile, ha soggiornato a lungo in luoghi lontani, a Cipro, in Grecia, negli Stati Uniti. E, una volta fermatasi in Italia, ha continuato il suo vagabondaggio inarrestabile in altre città, da New York a Verona, da Bergamo a Nizza, da Zurigo a Piacenza, a Perinaldo, Albissola, Avigliana, Mantova tracciando nei suoi lavori i suoi passi, i personaggi incontrati (reali o immaginati), le impronte lasciate nella memoria o raccolte nei suoi taccuini. In ogni tasca c’è un taccuino, nella mano una matita… Adesso, anche Denice è diventato parte dell’ “atlante personale” di Rebecca Forster. Stimolata dal fatto che il lavoro sia collocato all’esterno, l’artista ha utilizzato la mappa del paese come struttura portante del suo disegno realizzato in sottosmalto su un grande piatto rotondo, legandola a una grande forma circolare (il sole?) e una figura piena di stelle (la dea della notte che sarà visibile anche di giorno?). Esposto in mostre personali e collettive dal 1985 in Inghilterra, Cipro, Grecia, Italia, Egitto, Stati Uniti, il lavoro di Rebecca Forster è stato presentato e recensito da numerosi critici.

Altre opere