Ignazio Moncada

L’opera dell’artista Ignazio Moncada acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Ignazio Moncada installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

Passano i cinghiali, caprioli lasciando primitive orme sul pranzo di nozze
versi di V. Zeichen
1995
Ceramica smaltata e graffita
ø cm 41
Opera acquisita nel 2012

Critica

La trama aniconica di Ignazio Moncada si svolge in uno spazio fluido e indeterminato sgranando, per effetto della levità del segno a volte solo accennato, occulte e misteriose metamorfosi. Uno spazio in cui la sua inesauribile fantasia evocativa proietta una innumerevole quantità di segni, spirali, volute barocche, al di la delle quali si intravvede, come da un vetrino di un laboratorio di analisi, un mondo organico dal movimento inesauribile e in continuo divenire. Trasformazioni che interessano anche lo spazio esterno al segno che si “dinamicizza” di continuo, incorporando l’energia che lo ha promosso.

Da questa magica temperie di segni e colori, di forme compatte e spazi vuoti, emerge un messaggio sereno mantenuto sulla linea di una tesa liricità, una antica esigenza di poesia, mai sopita nella sua opera.

Biografia

(Palermo, 1932 – Milano, 2012) nel 1952 compie un viaggio a Parigi per conoscere dal vero le opere dei maestri dell’astrattismo e dal 1958 si stabilisce nella capitale francese dove espone opere non figurative dipinte su vetro nella prima mostra personale del 1965. L’anno successivo si trasferisce a Bruxelles e dal 1967 al 1973 abita a Roma. Diviene amico dei poeti M. Mendez, E. Villa, A. M. Ripellino e V. Zeichen che scriveranno della sua pittura.

Nel 1973, durante l’inverno, soggiorna ad Albisola e realizza i suoi primi lavori in ceramica. Nei mesi estivi, in Sicilia, esegue terrecotte a ingobbio a Santo Stefano di Camastra utilizzando una particolare e antica tecnica di cottura a legna interrata. Si trasferisce a Milano nel 1974, e presenta i suoi dipinti in spazi pubblici, nel 1976 a Palermo alla Galleria Civica d’Arte Moderna, nel 1979 a Palazzo dei Diamanti di Ferrara e alla Sala Civica d’Arte Contemporanea di Alessandria. Sempre nel 1979 partecipa con noti artisti alla ricostruzione di Gibellina distrutta dal terremoto, realizzando un muro in ceramica policroma di cinque metri d’altezza.

Nel 1982 da avvio a una nuova tendenza artistica denominata Pont Art (arte del ponteggio), dipingendo enormi teli di plastica che ricoprono durante i restauri i portici meridionali di Piazza Duomo a Milano. Trasforma così il rivestimento anonimo di un cantiere in un grande schermo di pittura inserito nella vita della città. Esegue altri interventi di Pont Art, sia in l’Italia, che in Germania e in Spagna. A Madrid nel 1987, l’Istituto Italiano di Cultura ospita una sua mostra personale e l’anno dopo il Musées des Beaux Arts di Chartres dedica una antologica al suo lavoro. Negli stessi anni realizza anche grandi pannelli in ceramica per uffici di rappresentanza di banche, società di assicurazioni e transatlantici. Nel 1993 si inaugura una antologica alla Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Nel 2007, sullo storico lungomare di Albisola Marina dove sono presenti opere di Fontana, Lam, Jorn, Leoncillo, delimita uno slargo fronte mare con una seduta in ceramica ingobbiata lunga 42 metri. Nel 2011 la Triennale di Milano ospita una esauriente antologica della sua produzione ceramica. Nel 2012 decora con un affresco di 20 × 8 metri la Biblioteca del Palazzo Branciforti a Palermo.

Wikipedia

Altre opere