Enzo Esposito

L’opera dell’artista Enzo Esposito acquisita dal Museo a cielo aperto di Denice, dedicato alla ceramica contemporanea
L’opera dell’artista Enzo Esposito installata nel borgo di Denice, nell’ambito del Museo a cielo aperto dedicato alla ceramica contemporanea

Nel museo

senza titolo
2004
Ceramica smaltata
ø cm 50
Opera acquisita nel 2015

Critica

Enzo Esposito si avvale di una modulata iterazione di segni che compongono la medesima forma realizzata con colori, spessori e misure differenti oppure graffita sul supporto di fondo. Una raffinata materia cromatica fa da supporto ai segni depositati su una superficie che non è mai monocroma, dove lo spazio è scomposto da tassellature cromatiche differenti per colore e dimensione, in cui il segno dipinto si depone e quello graffito affonda.

La sequenza iterativa dei segni è variata dal fatto che questi sono distribuiti in modo diverso, sono realizzati con differenti dimensioni e spessore, con segni larghi o filiformi e per questo animano, interagiscono e modulano in maniera differente la superficie dipinta del supporto.

Biografia

(Benevento, 1946) il suo percorso artistico ha avvio nel clima dell’arte concettuale a cui non si sottrae producendo opere di grande rigore descrittivo-formale. Segue una breve fase in cui impiega il mezzo fotografico per transitare alla fine degli anni Settanta alla pittura attraverso gli “spazi ambientali” (pareti e soffitti) messi a disposizione da gallerie pubbliche e private. Nel 1977 realizza le prime installazioni intese come veri e propri spazi-ambienti dipinti di grandi dimensioni utili per connotare il rapporto colore-spettatore con un forte coinvolgimento emozionale.

È invitato nel 1980 dal critico Renato Barilli a far parte del movimento artistico Nuovi-nuovi presentato per la prima volta a Bologna in una grande esposizione nelle sale della Galleria Civica d’Arte Moderna. A questo periodo appartiene la produzione di grandi tele, ma soprattutto l’impiego di supporti aggiuntivi per contenere la fuoriuscita di colore dalla forma regolare della superficie della tela. Spazi colorati che come membrane si sovrappongono parzialmente agli spazi cromatici dipinti sulla tela e nel contempo fuoriescono come propaggini alla ricerca di spazi e superfici nuove. I colori che impiega sono ricchi di accensioni cromatiche brillanti in una sorta di espressionismo astratto caratterizzato dalla presenza costante di un segno più o meno ampio, più o meno materico che ricorda una “π” greca.

Verso la fine degli anni Novanta è attratto dal materiale ceramico soprattutto per la luminosità e l’esaltazione cromatica che sanno fornire gli smalti cotti, ma anche per la possibilità di condensare, rarefare e incidere il supporto duttile e plasmabile della nuova materia impiegata. La sua carriera artistica comprende numerosissime mostre personali allestite in Italia e all’estero, in spazi pubblici e privati tra cui vanno ricordati Palazzo Reale di Caserta, il Palazzo Reale di Milano con Pittura ambiente, il Museo d’Arte Moderna di Parigi e la Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino.

enzoesposito.com

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